HOME ’21

LensCulture - HOME '21 INTERNATIONAL PHOTO PRIZE

Queste sono le mie foto che concorrono a: "Home '21 International Photo Prize", nella categoria "Serie". Se vuoi puoi aiutarmi condividendo questo link sul tuo profilo Facebook. GRAZIE!

These are my photos competing for: Home '21 International Photo Prize, in the "Series" category. If you want you can help me by sharing this link on your Facebook profile. THANKS!

Casa è il luogo dove il cuore riposa, dove la luce è calda e avvolgente. Casa è il simbolo per eccellenza, è il simbolo dei simboli, che si presta ad essere descritto per ciò che è ma anche per ciò che non è. Casa è voci ma anche silenzi, è luce, ma anche penombra, è gioia, ma anche dolore. Casa è vita.

Credo che dal punto di vista visivo uno dei più potenti narratori del concetto di casa sia stato René Magritte, specialmente nel suo dipinto “L’impero delle luci”, ed io a lui continuamente mi riferisco, in questo mio lavoro che vi presento.

Vivo in Italia, vicino a Venezia, in quella che io chiamo la “terra di mezzo”, perché è una sottile striscia di terra fra due grandi fiumi, il Brenta e l’Adige, all’estremo confine sud della laguna di Venezia, è questa la terra delle mie visioni e delle mie riflessioni. Acqua, terra e luce, i tre elementi assolutamente dominanti questi luoghi. È un luogo di contrasti, in cui del mondo marinaresco rimangono solo degli echi, e il mondo contadino non appartiene alle classiche grandi distese di terra ma si affaccia su piccoli appezzamenti scanditi dai numerosi canali. Di questa antica civiltà contadina, ormai snaturata, rimangono molti segni nel territorio, tra cui molte case abbandonate, ormai quasi ruderi, con le finestre sbarrate e scure, quasi occhi chiusi nella morte. Luoghi ormai terribilmente silenziosi e privi di quella vita che un tempo li caratterizzava e li rendeva case vive e vocianti.

Ho deciso di accogliere il tema del concorso usando proprio queste vecchie case o baracche abbandonate, provando a riportarle in vita facendo tesoro della lezione di Magritte e dialogando continuamente con lui, geniale pittore e filosofo. Nelle foto che vi presento la luce del panorama è sempre volutamente stravolta, rendendo difficile capire l’ora in cui è stata effettuata la ripresa fotografica, ci sono elementi che potrebbero essere ricondotti ad una luce notturna o ad una mattutina, a volte è una luce più calda altre volte più gelida, ma sempre rimanda e contrasta con quella piccola luce gialla che ho acceso in ogni vecchia casa. La luce esterna è sempre un disagio, esprime solitudine, tensione, anelito del cuore per chi osserva. Invece la piccola luce gialla accesa in ogni rudere è un simbolo, il vero simbolo di ciò che una casa è o vorremmo che fosse.  L’osservatore è sempre esterno in completa solitudine, attirato da quella luce abitata e accogliente, ma misteriosa,  che pare quasi lo “svelarsi di un divino nascosto” come lo chiamava Tarkovskij. Il Mistero come lo chiamava Magritte. In pratica il luogo dove l’osservatore, spossato dalla tensione della luce esterna, potrà riposare il suo cuore tornando a casa, cioè al Mistero che tutto regge.

Ecco questo è il mio lavoro e la mia riflessione sul tema “Home ‘21”.

 

Home is the place where the heart rests, where the light is warm and enveloping. Home is the symbol par excellence., it is the symbol of symbols, which lends itself to being described for what it is but also for what it is not. Home is voices but also silence, it is light, but also half-light, it is joy, but also pain. Home is life. I believe that from a visual point of view one of the most powerful narrators of the concept of home was René Magritte, especially in his painting "The empire of lights", and I continually refer to him in the work that I am presenting to you.

I live in Italy, near Venice, in a place I call the "Middle-earth", because it is a thin strip of land between two great rivers, the Brenta and the Adige, at the extreme southern border of the Venice lagoon. This is the land of my visions and thoughts. Water, earth and light, the three elements that absolutely dominate these places.

It is a place of contrasts, in which only echoes of the seafaring world remain, and the peasant world does not belong to the classic large expanses of land but overlooks small plots marked by numerous canals. Of this ancient peasant civilization, now distorted, many signs remain in the territory, including many abandoned houses, now almost ruins, with barred and dark windows, almost as if they were eyes closed in death. Places now terribly silent and devoid of that life that once characterized them and made them alive and vociferous homes. I decided to welcome the theme of your competition using these old abandoned houses or shacks, trying to bring them back to life by taking advantage of Magritte's lesson and constantly talking with him, a brilliant painter and philosopher.

In the photos that I present to you, the light of the landscape is always deliberately distorted, making it difficult to understand the time when the photo was taken, there are elements that could be traced back to a night light or a morning light, sometimes it is a light warmer at other times colder, but it always postpones and contrasts with that little yellow light that I have turned on in every old house. The external light is always a discomfort, it expresses loneliness, tension, longing of the heart for the observer. Instead, the small yellow light in each ruin is a symbol, the true symbol of what a house is or we would like it to be. The observer is always outside completely alone, attracted by that inhabited and welcoming but mysterious light, which almost seems to be the "unveiling of a hidden divine" as Tarkovsky called it. The Mystery as Magritte called it. Basically, the place where the observer, exhausted by the tension of the external light, will be able to rest his heart by returning home, that is, to the Mystery that holds everything up.

Here is my work and  thoughts on the theme "Home '21".